Cinque domande che un’azienda deve porsi prima di sbarcare sui Social

Cinque domande che un’azienda deve porsi prima di sbarcare sui Social

Spesso capita di imbattersi in aziende che sui social e con i social si sono fatte del male. Aziende che magari due anni fa si erano lanciate piene di entusiasmo e mosse dalle migliori intenzioni nel mirabolante mondo dei social network per poi trovarsi oggi, a distanza di non troppo tempo, a dover gestire un cimitero di account, pagine e profili silenti e deserti.
Qualche giorno fa, nel corso di una riunione, ho assistito con un misto di terrore e compassione ad un titolare di azienda cercare invano risposta su chi avesse aperto 2 anni prima il profilo Twitter della sua ditta.
Ovviamente non va sempre così, anzi ci sono aziende che sui social hanno costruito la loro fortuna, ma di sicuro farci qualche semplice domanda prima di lanciarci nel vuoto potrebbe evitare cadute più o meno rovinose. In questo post indichiamo quelle che secondo noi sono le 5 domande imprescindibili cui dare risposta prima di definire una qualsiasi strategia aziendale sui social network.

1. “Perchè dovrei essere (anche) Social?”
I social network rappresentano senza dubbio una appetitosa possibilità per far conoscere il nostro brand, per promuovere i nostri prodotti o servizi e per costruire una relazione con i nostri clienti. Ma prima di avventurarci alla cieca nel mare magnum della rete, Ë meglio assicurarsi che la nostra nave sia in grado di traghettarci fino a un porto sicuro. In definitiva la domanda che ogni azienda dovrebbe porsi (per prima) è la seguente: “perché dovrei aprire un profilo social”? Ho qualcosa da raccontare? Ma soprattutto ho la forza (risorse) per farlo con qualità e continuità?

2. “Quali sono i social più adatti al mio business?”
Ok, abbiamo risposto positivamente alla prima domanda e siamo pronti ad affrontare il mare aperto. Ma su quale nave? Meglio una pagina Facebook o Linkedin? O forse un profilo Twitter o magari un account su Instagram? Bene, è arrivato il momento di capire innanzitutto qual è il nostro pubblico potenziale. Dove stanno i nostri clienti? Su quali social trascorrono più tempo? Ma soprattutto, dove ricercano (quando cercano) prodotti o servizi come i nostri?
Se siamo una pizzeria da asporto o una gelateria, molto probabilmente social come Facebook o Instagram in cui video e immagini permettono di arricchire il racconto del nostro lavoro sono indicati. Se però la nostra clientela è prevalentemente di tipo business e vendiamo molle online, allora forse è meglio concentrarci su Linkedin o organizzare un servizio di customer care con Twitter.

3. “Quali obiettivi voglio raggiungere e soprattutto sono in grado di misurarli?”
Il web offre una grande opportunità: misurare i risultati delle nostre attività. Quindi prima di cominciare a pubblicare post e postare foto come se non ci fosse un domani, fissiamo alcuni obiettivi iniziali e cerchiamo di raggiungerli utilizzando gli strumenti di analisi (ogni social ne mette a disposizione) come bussola per capire se stiamo andando nella giusta direzione.
Alcuni esempi di obiettivi:

4. “Quanto sono disposto a investire?”
Il mondo dei social media è in continua evoluzione e soprattutto sempre più affollato: la vita media di un post, statistiche alla mano, è di circa un’ora. Facebook ad esempio ha progressivamente diminuito la portata organica dei post, quindi è essenziale investire parte del nostro budget sulla promozione a pagamento dei nostri contenuti, se vogliamo coltivare la speranza che vengano visti e fruiti da un certo numero di utenti. Tutte le piattaforme social mettono a disposizione una pluralità di strumenti pubblicitari: tutto sta nello scegliere quelli più adatti ai nostri obiettivi e nel profilare con attenzione i destinatari dei nostri ads. Insomma, il mito dei social come Eldorado gratuito per parlare a milioni di persone è morto e sepolto.
Come chiosato in maniera esemplare da Gianluca Diegoli in un illuminante di post qualche tempo fa, “la messa è finita, pagate in pace”.

5. “Come faccio a distinguermi?”
Se da un lato il numero degli utilizzatori dei social network cresce con regolare continuità, al tempo stesso sono sempre di più aziende e professionisti che vedono nei social un possibile terreno di caccia. Ergo aumenta esponenzialmente anche il numero di competitors, motivo per cui diventa fondamentale sapersi distinguere dai nostri concorrenti. Come fare? Beh, una formula magica non esiste. Se qualcuno ve la offre scappate a gambe levate! Cercate di essere sinceri, presenti ed educati. Cercate di raccontare al vostro pubblico la passione che mettete nel vostro lavoro, cercate di far emergere un valido motivo per cui, a parità di prodotto o servizio, dovrebbe scegliere voi anziché un vostro concorrente.
Siete i più economici? Puntate sul prezzo.
Non siete i più economici ma avete una qualità insuperabile? Mettetela in evidenza in ogni vostro post.

In questo breve articolo, abbiamo cercato di mettere sul piatto la nostra esperienza a fianco di aziende e professionisti che a vario titolo, e in vario modo, hanno cercato di costruire una loro presenza sui social. Come spesso accade vi potremmo parlare di case history di successo in taluni casi, e di epic fail in altri. In generale però, vi possiamo suggerire di pensare bene al vostro lavoro, al vostro mercato e alle vostre potenzialità di tempo e risorse da investire sui social. Se vi rimane sul tavolo anche solo un piccolo dubbio, allora forse non fanno per voi o magari non siete ancora pronti per la traversata.

In fin dei conti poi chi l’ha detto che sui social bisogna esserci per forza?

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